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Maternità, lavoro e il valore delle donne: una riflessione per l’8 marzo

Oggi, durante una lezione a scuola, la professoressa ha lanciato una riflessione sulle disparità tra uomini e donne, in particolare nel mondo del lavoro. La prima cosa che i ragazzi hanno citato è stata la differenza di salario. E io mi sono chiesta: ma davvero esistono ancora aziende che pagano meno le donne rispetto agli uomini per lo stesso ruolo? È assurdo! Come se il nostro lavoro, il nostro impegno e le nostre competenze avessero meno valore solo per il fatto di essere donne.

Così siamo entrati in un argomento per me molto caldo: la maternità.
Per fortuna, essere insegnante mi ha permesso di prendermi i miei tempi per godermi i miei bambini (a scapito, in parte, dello stipendio), ma non è così per tutte. Le donne freelance non godono di alcuna tutela, e nelle aziende spesso la maternità è vista come un ostacolo. Si sentono storie di donne scartate ai colloqui di lavoro solo perché madri, come se un figlio fosse un impedimento e non una parte meravigliosa della vita. Ma dove siamo finiti? Il lavoro h24 non può essere la normalità, figli o meno.

La Maternità: tra Gioia, Sfide e Sensi di Colpa

La mia esperienza con la maternità è stata intensa. Ho desiderato profondamente entrambi i miei figli, ma conciliare gravidanza, post parto e un’attività in proprio è stato estremamente difficile. La stanchezza è diventata la mia compagna inseparabile: notti insonni, mille cose da gestire, energie sempre al limite. E alla fine? Quelle poche risorse rimaste non andavano al mio business, ma alla sopravvivenza quotidiana.

E qui arriva il senso di colpa. Perché, secondo la narrazione comune, una brava mamma si dedica anima e corpo alla famiglia, senza mai mettere al primo posto i propri desideri. Ma io so che non è così.

Essere madre non significa annullarsi. Significa accogliere un cambiamento profondo, imparare a bilanciare e, soprattutto, darsi il permesso di voler essere felici anche come donne e professioniste. 
Essere una donna lavoratrice con una grande passione per il proprio lavoro non è semplice. Da un lato c’è l’istinto primordiale di prendersi cura dei propri figli, che ci amano e dipendono completamente da noi. Dall’altro, c’è la nostra vocazione, i nostri progetti, la voglia di cambiare il mondo e lasciare un segno. 
Le emozioni contrastanti fanno parte del percorso, e imparare a decodificarle richiede tempo. Ma oggi posso dire di aver trovato un equilibrio, anche se è una strada in continua evoluzione.

Dividere il Peso: Una Nuova Visione della Genitorialità

Tornando alla lezione di stamattina, la professoressa ha chiesto ai ragazzi: “Se un domani avrete un figlio, sareste disposti a stare a casa per permettere alla vostra compagna di lavorare?”. Alcuni hanno risposto di sì, altri hanno detto che dividerebbero i permessi, ma la maggior parte è rimasta in silenzio.

E questo silenzio dice molto.

Non siamo ancora pienamente consapevoli di cosa significhi davvero la genitorialità condivisa. C’è ancora tanta strada da fare per superare l’idea che la cura dei figli sia un compito esclusivamente femminile. Dobbiamo lavorare per un cambiamento culturale, educare i ragazzi e le ragazze a una nuova visione della famiglia e del lavoro.

Pregiudizi e Condizionamenti Invisibili

Un altro tema emerso è stato il peso dei pregiudizi. Quante volte abbiamo sentito dire:

    • “Se guida male, sicuramente è una donna.”
    • “Se devo chiedere un consiglio su matematica o tecnologia, meglio chiedere a un uomo.”
    • “Mamma mia, che bravo il tuo compagno che ti aiuta con i figli e la casa!” (Ma quando mai viene detto a una donna che è brava perché si occupa della casa e dei figli?)

E poi ci sono le piccole grandi cose che rivelano il funzionamento culturale maschilista in cui ancora viviamo:

    • Ai pranzi di famiglia, le donne si occupano di tutto e servono i piatti agli uomini comodamente seduti.
    • Durante le riunioni di lavoro, capita che le donne vengano mandate a fare i caffè.
    • Le donne che fanno carriera sono ancora viste con sospetto: “Ma come farà con i figli? Avrà trascurato la famiglia?” Mentre gli uomini che fanno carriera vengono solo elogiati.
    • Le donne spesso devono dimostrare di essere il doppio più brave per ottenere le stesse opportunità.
    • Se un uomo cambia lavoro spesso, è “ambizioso”. Se lo fa una donna, è “confusa” o “incostante”.

Siamo intrappolati in schemi che spesso non riconosciamo nemmeno. Cresciamo con convinzioni ereditate dalla nostra famiglia e dalla società, senza interrogarci sulla loro validità.

Ma abbiamo un potenziale straordinario, e dobbiamo imparare a valorizzarlo. Fiorire è possibile, se troviamo il coraggio di liberarci dai meccanismi che ci limitano. Essere curiose, esplorare, ascoltarci: questo è il vero atto di rivoluzione.

Impariamo a Prenderci Cura di Noi Stesse

Questa giornata mi fa riflettere su quanto sia essenziale imparare a prenderci cura di noi stesse.

A volere il meglio per noi, anche se non è semplice. Giorno dopo giorno, passo dopo passo, possiamo costruire una vita che ci rispecchi davvero. E per chi vuole intraprendere una riflessione più profonda, consiglio tre libri che per me sono stati illuminanti:

    • Distacchi di Judith Viorst
    • Donne che amano troppo di Robin Nordwood
    • L’inganno dell’amore materno di Anatolij Nekrasov

Li conoscevate? Li avete letti?
Mi piacerebbe sapere le vostre opinioni e, se vi fa piacere, possiamo approfondire insieme questi temi.

Oggi è la nostra giornata, ma non basta un giorno per celebrare il valore delle donne.
Dobbiamo lavorare ogni giorno per la nostra libertà e realizzazione.
Buona festa della donna a tutte!

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